L’architetto Kuno Mayr ha messo a punto un proprio modo di operare sulla realtà attraverso il quale il rigore del processo si manifesta nel modello. Tramite un lungo e laborioso procedimento, le cose vengono sottratte all’abbandono e alla noncuranza in cui erano state dimenticate per riapparire trasfigurate e nobilitate nella forma di architetture.

Kuno Mayr
a cura di Michele Drascek
CONCRETE LINES
The model as a way to see
20,00€
19,00€
isbn 9788862422284
collana events
numero 1
edizione corrente 9 / 2017
prima edizione 9 / 2017
lingua Italiano/Inglese
formato 22x22cm
pagine 72
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l'autore
Kuno Mayr (1969, San Candido, Alto Adige). Vive e lavora a Venezia Lives and works in Venice Architetto e Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica conseguito all’Università IUAV di Venezia. Visiting Professor presso la Facoltà di Architettura dell&r...

Kuno Mayr (1969, San Candido, Alto Adige). Vive e lavora a Venezia Lives and works in Venice Architetto e Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica conseguito all’Università IUAV di Venezia. Visiting Professor presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Parma ai Laboratori progettuali e Docente di Modellistica presso lo IED Venezia, Istituto Europeo di Design. Dal 2000 al 2007 architetto nello studio di Renato Rizzi a Venezia: 1° premio al concorso per The Elizabethan Theatre a Danzica; 3° premio al concorso The Grand Museum of Egypt al Cairo, con professor Massimo Scolari. Assistente del professor Renato Rizzi ai corsi di Teorie e Tecnica della Progettazione e ai Laboratori progettuali presso l’Università IUAV di Venezia. Dal 2008 al 2014 titolare con Lamberto Amistadi dello studio Amistadi//Mayr Architetti. Nel 2014 apre l’atelier Kuno Mayr Architetto svolgendo progetti nell’ambito dell’architettura, del design e dell’arte. Vince e realizza il progetto Dorfbild Gestaltung Schlanders, con Christoph Gapp e Claudia Kaufmann. Elabora progetti di design dal marchio BeKoncrete con Brian Rasmussen. Progetta e costruisce modelli per diversi architetti, tra cui Zaha Hadid architects, Renzo Piano G124 e Studio Archea. Ha collaborato con diversi artisti tra cui: Alfredo Jaar, Venezia Venezia, Pavilion of Chile, la Biennale di Venezia, 2013; Jaša, Utter / The violent necessity for the embodied presence of hope, Pavilion of Slovenia, la Biennale di Venezia, 2015; Giorgio Andreotta Calò, Prima che sia notte, Premio Italia Arte Contemporanea, MAXXI, Roma, 2012 e Senza titolo (La fine del mondo), Padiglione Italia, la Biennale di Venezia, 2017.

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