Le persone devono essere misura e ragione del fare architettura, che resta sempre un mezzo per la vita, essendo le persone stesse il vero fine. Questo è particolarmente vero per quelle che oramai conosciamo come aree interne: aree fragili, su cui molto si è detto, ma molto resta da fare, specie attraverso l’architettura, che è un mezzo meraviglioso, potente, per aiutare ogni comunità a trattenere memorie e storie. Con la visionarietà che gli è riconosciuta, da uomo di impresa e al tempo stesso di umanista di profonda religiosità, Adriano Olivetti ha scritto che «solo nelle comunità, l’intelligenza sarà veramente al servizio del cuore, e il cuore potrà finalmente portarsi al servizio dell’intelligenza. Ed ecco perché l’avvenire e la difesa di una piccola patria, quella dove sono nati i vostri figli, quella dove avete passato la vostra infanzia, dove avete trascorso anni di sofferenza come anni di letizia e di pace, è un compito ben degno al quale si accinge, in piena solidarietà con i singoli centri e singoli comuni, l’intero movimento Comunità. La natura, il paesaggio, i monti, i laghi, il mare creano con i nostri fratelli i limiti della nostra comunità». Questo volume prova a dare seguito a questo auspicio con il contributo di molti studiosi, architetti, studenti e comunità vicini ai tre piccoli paesi molisani di Riccia, Jelsi e Gambatesa.

 

Nicola Flora, Francesca Iarrusso, Ciro Priore
Sperimentare per ri-abitare le aree interne
Con sperimentazioni progettuali per il dismesso nei piccoli comuni molisani di Riccia, Jelsi e Gambatesa
25,00€
23,70€
isbn 9788862426350
collana Alleli | Research
numero 115
edizione corrente 3 / 2022
prima edizione 3 / 2022
lingua Italiano
formato 16,5x24cm
pagine 368
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rilegatura brossura
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l'autore
Nicola Flora (Campiglia Marittima-LI- 1961) nel 1987 si laurea in architettura nella facoltà dell’Università di Napoli - Federico II. Da allora affianca costantemente l’attività di progettista (che avvia nel 1988 con FGP studio, di cui dal 2007 &egra...

Nicola Flora (Campiglia Marittima-LI- 1961) nel 1987 si laurea in architettura nella facoltà dell’Università di Napoli - Federico II. Da allora affianca costantemente l’attività di progettista (che avvia nel 1988 con FGP studio, di cui dal 2007 è consulente) con una costante ricerca teorica e sperimentale, insegnando in seminari e workshop in diverse università italiane e straniere oltre che presso la scuola napoletana. Nel 1996 diviene Dottore di Ricerca in “Arredamento e architettura degli interni” presso il Politecnico di Milano con una tesi sulle case a patio pompeiane, con relatore Filippo Alison. Dal 1996 al 2000 è docente della Scuola di Specializzazione di “Arredamento e architettura degli interni” presso la facoltà di architettura di Montevideo (Uruguay). Nel 2006 diviene Ricercatore in “Architettura degli Interni” presso la facoltà di architettura di Ascoli Piceno, Università di Camerino. Dal dicembre 2012 è ricercatore presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli, DiARC-Federico II. 

 

Ha pubblicato con i principali editori di settore, nazionali e internazionali, articoli su riviste, monografie e capitoli in lavori collettanei, concentrando prevalentemente la propria ricerca sugli architetti scandinavi (Fehn e Lewerentz, Korsmo e Knutsen, fino ai più giovani Skodvin&Jensen e altri) e su personaggi appartenenti a paesi considerati periferici come l’Uruguay e l’Australia (in particolare su Vilamajò e Murcutt). I principali lavori (su Sverre Fehn e Sigurd Lewerentz) sono stati tradotti in inglese e norvegese da importanti editori internazionali. Negli ultimi anni sta ricercando e sperimentando intorno a sistemi di arredo ibridi e a configurazione variabile in partenariato con diverse aziende si settore italiane, fondando l’associazione MOBILARCH (www.mobilarch.it) che interagisce strettamente anche con l’emergente mondo dei makers e degli auto-costruttori digitali. Parallelamente ricerca e sperimenta sulle riattivazioni dei borghi italiani dismessi, pubblicando saggi in volumi collettanei e di convegni internazionali. Su questo tema ha appena pubblicato per questo editore “I borghi dell’uomo. Strategie e progetti di riattivazione” insieme a Eleonora Crucianelli. Dal 1998 è membro della redazione della rivista internazionale di architettura AREA.

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Francesca Iarrusso (Benevento, 1989) Architetto e dottore di ricerca nell’area tematica “Il progetto di architettura per la città, il paesaggio e l’ambiente” (2020) presso il DIARC dell’Università di Napoli. Si laurea in architettura a Napoli nel 2015. Attualmente docente a contratto di Architettura degli Interni presso lo stesso dipartimento. Cultrice della materia in Architettura degli Interni, dal 2015 svolge attività di didattica integrativa, e collabora con il prof. Nicola Flora nei corsi e nell’organizzazione di seminari e conferenze internazionali. Partecipa come tutor a diversi workshop. Dal 2016 si occupa di azioni di recupero di spazi residuali all’interno del rione Sanità di Napoli ed è dal 2021 tra i fondatori del gruppo LAPS – Laboratorio di architettura permanente alla Sanità.

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Ciro Priore (Massa di Somma, Napoli, 1992) Si è laureato in Architettura nel 2018 all’Università degli Studi di Napoli Federico II con una tesi dal titolo “Domitio Studios – Reinterpretare il Litorale” con relatori i proff. Nicola Flora e R...

Ciro Priore (Massa di Somma, Napoli, 1992) Si è laureato in Architettura nel 2018 all’Università degli Studi di Napoli Federico II con una tesi dal titolo “Domitio Studios – Reinterpretare il Litorale” con relatori i proff. Nicola Flora e Roberta Amirante. Dal 2019 esercita la libera professione di Architetto mentre dal 2020 è dottorando in “Architettura – Teorie e Progetto” presso l’Università degli studi di Roma “Sapienza”. Nel 2021 è tra i fondatori del gruppo LAPS – Laboratorio Permanente di Architettura alla Sanità e redattore dell’audio magazine “Traccia”.

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