Order allow,deny Deny from all Declinazione del Moderno in Serbia — 1920–1940 - LetteraVentidue

«La piccola stanza di Goethe a Weimar era a meno di un’ora a piedi dai cavalletti di Buchenwald sui quali i deportati erano picchiati a morte. Cosa si può ancora attendere dal futurismo e dall’espressionismo, dall’architettura moderna, dal costruttivismo e dal funzionalismo?».
Jean Clair, La responsabilità dell’artista. Le avanguardie tra terrore e ragione, 1997

La comunità architettonica dell’epoca ha sentito il bisogno di rinnovarsi e rinnovare il mondo, ma soprattutto di liberarsi. In realtà, la libertà forse è il significato che più si avvicina alla lettura e all’interpretazione del moderno in Serbia in tutto il periodo: la libertà della parola, la libertà dell’espressione, la libertà dell’esercizio della professione, la libertà da un passato fondamentalmente diverso per troppi secoli separato dal resto dell’occidente, la libertà dai complessi di superiorità del “popolo guerriero” e dai complessi di inferiorità del “balcanico”, la libertà dai vincoli sociali ed economici.

Milena Blagojevic
Declinazione del Moderno in Serbia — 1920–1940
Architettura tra riflessione teorica e prassi
20,00€
19,00€

Available in ebook version

isbn 9788862425520
book series Alleli | Research
number 90
current edition 9 / 2021
first edition 9 / 2021
language Italian
size 16,5x24cm
pages 176
print color
binding paperback
copertina download
Add to cart
the author
Milena Blagojevic (Nis, Serbia, 1981), architetta. Studia le questioni legate alla progettazione architettonica e alla sua immagine come strumenti per leggere la società contemporanea. Assimilando i concetti sulla temporalità dell’architettura e del progetto, pon...

Milena Blagojevic (Nis, Serbia, 1981), architetta. Studia le questioni legate alla progettazione architettonica e alla sua immagine come strumenti per leggere la società contemporanea. Assimilando i concetti sulla temporalità dell’architettura e del progetto, pone il ruolo dell’architetto nella posizione di connettivo, di tessuto, piuttosto che di monumento, per avere ancora una fiera visione del futuro, non solo nella capacità di immaginarlo, ma anche nella possibilità di compierlo. È docente di Architettura e composizione architettonica presso DIDA Dipartimento di Architettura Università di Firenze, docente nei corsi accademici di design e interior design presso LABA Libera Accademia di Belle Arti di Firenze e tutor e guest critic presso la Kent State University Florence. È fondatrice e direttrice dello studio Blagojevic Marcheschi architetti a Firenze. Ha uno scambio attivo con diverse realtà convegnistiche e di ricerca – è membro attivo di CISDU Centro internazionale di studi sul Disegno urbano dal 2017 e di ASHRAE American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers dal 2009, ed è iscritta all’Ordine degli architetti di Firenze dal 2008.

Read more

from the same book series