Il volume raccoglie gli esiti di una ricerca svolta sui luoghi di detenzione per le donne e sviluppata all’interno della Casa Circondariale femminile di Rebibbia. Il carcere merita qualità architettonica e l’adeguatezza degli spazi incide sul comportamento e la vita degli utenti, in particolare sulle persone detenute. Il carcere per le donne – minoranza trascurata – assume nuove connotazioni nella valorizzazione delle specificità di genere. Nella prima parte del volume sono raccolti gli esiti delle ricerche storiche, teoriche e riflessioni sul tema della detenzione femminile, con l’obiettivo di ricostruire il profilo delle donne detenute, i ritmi di vita ristretti e identificare le caratteristiche e la percezione degli spazi, anche attraverso il diretto coinvolgimento delle donne stesse. La seconda parte è dedicata alle sperimentazioni progettuali che si sono sviluppate, ed in parte realizzate, per Rebibbia: l’allestimento della nuova sezione detentiva Orchidea e la realizzazione di uno spazio per l’affettività, il modulo M.A.MA. Emergono strategie per un progetto di recupero delle strutture esistenti attraverso metodologie che prevedono il coinvolgimento diretto delle persone che in carcere vivono e lavorano. Il volume vuole contribuire al dibattito sull’architettura penitenziaria sottolineando l’importanza del progetto degli spazi ristretti per la riabilitazione e risocializzazione cui è chiamato il carcere nella sua principale finalità. Per riabilitare le persone bisogna anche riabilitare gli spazi, e quest’ultima non è mai un’operazione neutra.

Francesca Giofrè, Pisana Posocco
Donne in carcere
Ricerche e progetti per Rebibbia
25,00€
23,70€
isbn 9788862425056
collana research
numero 75
edizione corrente 11 / 2020
prima edizione 11 / 2020
lingua Italiano
formato 16,5x24cm
pagine 288
stampa colore
rilegatura brossura
copertina download
Aggiungi al carrello
l'autore
Francesca Giofrè, architetto, è professore associato di Tecnologia dell’architettura presso il Dipartimento di Architettura e Progetto, Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. Membro del dottorato di ricerca in Ingegneria dell'Arc...

Francesca Giofrè, architetto, è professore associato di Tecnologia dell’architettura presso il Dipartimento di Architettura e Progetto, Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. Membro del dottorato di ricerca in Ingegneria dell'Architettura e dell'Urbanistica, membro del Centro Interuniversitario di Ricerca TESIS - Sistemi e Tecnologie per le Strutture Sanitarie, Sociali e della Formazione. Coordinatrice del progetto europeo di Capacity Building Healthy URBan Environment Developing Higher Education in Architecture and Construction in Bosnia and Herzegovina. Ha pubblicato saggi, articoli e volumi sulla progettazione tecnologica per l’edilizia sanitaria, sociosanitarie e sociale. Sul tema dell’istituzione carceraria è curatrice del volume Prison, Architecture and Humans con E. Fransson e B. Johnsen (CappelenDamm 2018) e autrice con E. Frasson del saggio “Prison Cell Spaces, Bodies and Touch”, in The Prison Cell. Embodied and Every day Spaces of Incarceration (Palgrave Macmillan 2020).

Leggi ancora

Pisana Posocco, architetto, è ricercatore di Progettazione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura e Progetto, Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. È membro del dottorato di ricerca DRACo Architettura e Costruz...

Pisana Posocco, architetto, è ricercatore di Progettazione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura e Progetto, Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. È membro del dottorato di ricerca DRACo Architettura e Costruzione e del master PARES, Progettazione Architettonica per il Recupero dell’Edilizia storica e degli Spazi pubblici. È curatricedei volumi La seconda vita degli edifici (con M. Raitano, Quodlibet 2016) e Alfredo Lambertucci 1928-1996 (Quodlibet 2019) e autrice di Progettare la vacanza (Quodlibet 2017). Parallelamente all’attività di ricerca svolge, con Filippo Lambertucci, una costante attività progettuale. Si occupa di architettura carceraria, in particolare come riqualificazione dell’esistente e come riflessione sul valore dello spazio nella vita delle persone recluse. Nell’ambito del progetto G124 promosso da Renzo Piano ha realizzato a Rebibbia uno spazio per incontri tra madri e famiglia.

Leggi ancora

della stessa collana